Asterix Sostiene Libera Terra
4 Marzo 2021

Confindustria Fare

Nell’ultimo numero di FUTURO, rivista di Confindustria Emilia, l’esperienza di molti giovani imprenditori emiliani che hanno saputo reagire al periodo di blocco totale di marzo, aprile e maggio, riorganizzando le proprie attività, talvolta reinventandosi, senza mai perdere la grinta e la fiducia anche in un periodo così estremo.

Tra queste aziende c’è Asterix. Ecco di seguito la nostra esperienza.

 

Il Coronavirus ha innescato un cambiamento radicale nelle esigenze dei nostri Clienti: il servizio di pulizia, troppe volte, richiesto per eliminare una forma evidente di sporco, si è trasformato da bisogno estetico in esigenza reale di igiene e sicurezza per i propri lavoratori.

Da sempre sensibilizziamo i clienti su questo fronte, e per questo motivo il momento non ci ha colti impreparati.

 

Il 23 febbraio, alle prime avvisaglie di pandemia, dopo diverse riunioni aziendali per decidere 

una serie di azioni proattive da intraprendere in quel momento delicato, abbiamo:

  1. informato a mezzo e-mail tutti i clienti della sostituzione dell’utilizzo dei detergenti impiegati fino a quel momento con un disinfettante per le superfici e uno a base di cloro per i pavimenti, entrambi registrati come presidi medico chirurgici.
  2. formato e sensibilizzato tutti i dipendenti sulle nuove procedure di igiene e sull’essenzialità del nostro servizio. 
  3. proposto ai nostri clienti una Sanificazione con nebulizzazione di Perossido di idrogeno.

 

Nell’impossibilità di recuperare mascherine protettive, durante la prima settimana di marzo le abbiamo autoprodotte seguendo le norme riguardanti la loro realizzazione, e dotato tutti i 480 dipendenti di gel per la disinfezione delle mani. 

 

Con il Decreto Cura Italia il 21 marzo è stato richiesto alle aziende di effettuare una pulizia giornaliera e una sanificazione periodica dei loro locali. 

In meno di qualche giorno dopo, i nostri ritmi di lavoro hanno assunto i caratteri e la tempestività propri dei momenti di emergenza: nel primo caso siamo riusciti – con lo sforzo di tutto il team – a riadattare i turni di lavoro dei dipendenti, personalizzandoli per cliente e non di rado rassicurando il personale che sentiva tutto il peso e la preoccupazione di spostarsi ogni giorno e più volte al giorno per effettuare il servizio. 

Nel secondo, appreso che la sanificazione non prevedeva la tecnica ad ozono, abbiamo recuperato, non senza difficoltà, in numero sempre maggiore gli strumenti utili alla sanificazione: atomizzatori e perossido di idrogeno, un disinfettante virucida. 

Tra metà marzo a fine maggio le richieste giornaliere di intervento oscillavano tra le dieci e le diciotto, principalmente in Emilia ma abbiamo seguito tutte le filiali fuori regione dei nostri clienti, in 21 città e capoluoghi tra Milano e Taranto. 

 

Non si è fermata nemmeno la volontà di essere utili alla collettività. Abbiamo donato infatti 3000 mascherine chirurgiche alla Fondazione Policlinico Sant’Orsola e un kit di 10 mascherine chirurgiche per i nostri dipendenti e i loro familiari.

 

Un ulteriore momento cruciale è stato il nostro contributo nel preparare le aziende alla riapertura che ha caratterizzato la Fase 2. Con alcune case di riposo, fabbriche, hotel, negozi, uffici ci si è confrontati quasi giornalmente per studiare programmi di sanificazioni, fornitura di erogatori gel mani, guanti e tutto il necessario per aprire in sicurezza. 

 

Oggi di certo non si è abbassata la guardia sulla gestione dell’emergenza in corso, ed il nostro focus è tutto sull’accompagnamento dei clienti verso un cambio di mentalità riguardo al pulito: stiamo proponendo infatti un sistema efficace e sicuro che garantisce non solo la pulizia ma una disinfezione giornaliera delle superfici abbattendo la carica di batteri e virus e rendendo qualsiasi locale un luogo di lavoro sicuro.